CESARE CARUGI
www.cesarecarugi.com

26/07 CECINA (LI) Birroteca Doppio Malto
27/08 SEZZADIO (AL) Cascina Bellaria

CESARE CARUGI è nato a Cecina (LI) nel 1978, e ha iniziato a suonare la chitarra nel 1994, influenzato soprattutto dal sound americano della west coast e dalla country music.

Dopo una lunga gavetta e molti show in club locali, alternando brani originali a cover di Springsteen, Jackson Browne, Johnny Cash e altri mostri sacri, decide di allargare i propri orizzonti e, dopo aver conosciuto i cantautori Andrea Parodi e Massimiliano Larocca, suona al Townes Van Zandt Italian Festival a Como. Suona anche al Titan Country Night di San Marino e al Light Of Day Benefit Europe Festival con Willie Nile, Jesse Malin, Joe D’Urso, James Maddock e altri artisti.

Dopo un EP di 6 brani ("Open 24 Hrs" del 2010) e l'apprezzato esordio full length "Here's To The Road" dell'anno seguente (con le partecipazioni di Michael McDermott, Riccardo Maffoni, Daniele Tenca e tanti altri amici musicisti), Cesare si getta a capofitto in un tour acustico prolifico e gratificante, suonando in tutta Italia e in Croazia (voluto dall'associazione italiani-croati), riscuotendo un buon successo in numerosi e prestigiosi locali dello Stivale.

E' solo il prologo a "Pontchartrain", il suo secondo cd, registrato tra Cecina e Firenze, con la collaborazione di una schiera di musicisti di grande talento, da Paolo Bonfanti a Francesco Piu, dall'americano David Zollo all'armonicista del "Sindacato del Mojo" Andrea Giannoni, dal bluesman Marcello Milanese alla violinista Chiara Giacobbe, fino a una collaborazione produttiva con la rock band bergamasca Mojo Filter, con i quali gira anche il primo video promozionale del cd, di quella "We'll Meet Again Someday" che sta riscuotendo un buonissimo successo di visualizzazione su Youtube, e girato in una Cadillac Eldorado del 1972 in un afosissimo pomeriggio per le strade intorno a Bergamo.

"Pontchartrain" è un nuovo inizio, da cui parte un tour anche elettrico, con una band (The Pontchartrainers) i cui componenti arrivano da background decisamente diversi, dal batterista Matteo D'Ignazi (Fram to Oslo), grande strumentista che proviene sia dal jazz che dall'indie-rock, a Matteo Barsacchi, sanguigno chitarrista dello stoner trio Mr. Bison che con i Pontchartrainers passa al basso elettrico, fino all'inseparabile Leonardo Ceccanti alle chitarre, vecchio compagno di suonate di Cesare ormai da 18 anni.

"Pontchartrain" esce il 24 settembre ed è distribuito in Italia da IRD, e il giornalista Blue Bottazzi l'ha già definito "uno dei migliori dischi rock del 2013".

 

ARTICOLI E RECENSIONI relativi a "Pontchartrain":

"...ballate umide e intense che danzano sul confine tra il folk rock di marca tradizionale americana e una vena melodica mai sopita, sprazzi di rock d'autore e cadenze blues..."
FABIO CERBONE - Roots Highway
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"Nessun amante della musica rock, che lo sia del West, del Village o di Camden Town, può permettersi di non ascoltare questo Pontchartrain. E difficilmente non se lo porterà a casa, per trovargli un posto speciale nella propria raccolta di dischi."
BLUE BOTTAZZI - Blue Bottazzi Beat
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"Carugi ha stravinto, e chi l’ascolterà resterà a Pontchartrain per molto, molto tempo…"
LAURA BIANCHI - Mescalina
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"Se il debutto Here's The Road (2011) vi era piaciuto, potete prolungare la gioia perché questo seguito, pur discostandosi dal precedente disco preferendo una maggiore omogeneità di fondo e facendosi apprezzare per il minuzioso lavoro negli arrangiamenti, è un altro piccolo miracolo tutto italiano di musica "made in America"."
ENZO CURELLI - It's still rock and roll to me
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"Un viaggio fatto di sogni condivisi e repentine devastazioni (a New Orleans come in Emilia). E di una certezza che è in grado di ridare speranza: quella che” una buona canzone può portarti lontano" 80/100
IDA TIBERIO – DiscoClub65
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"Pontchartrain avrà una vita molto, molto lunga"
PAOLO ZENONE – DeliriVari
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"Emozionante, cinematico, avventuroso"
MAX SANNELLA – La Scena
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"Una svolta. Ha appreso l’arte del songwriteing dai maestri. Canta, arrangia e suona come se fosse nato a Nashville, anziché in Toscana"
DANI HEYVAERT - RootsTime – Belgio
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"Un album che ogni appassionato dovrebbe ascoltare"
PAOLO BAIOTTI – Late For The Sky
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"Il suo nuovo lavoro "Pontchartrain" mostra grande maturità compositiva e grande raffinatezza negli arrangiamenti…oltre che una gran voce…"
CORRADO GAMBI

"Una rielaborazione attenta, fatta da chi dentro certi suoni e certe note è cresciuto"
ALBERTO CALANDRIELLO - Il Sussidiario
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Intervista-Articolo di FABIO CERBONE su Roots Highway: http://www.rootshighway.it/speciali/carugi.htm

 

RECENSIONI DI "HERE'S TO THE ROAD":

"HERE'S TO THE ROAD è si un omaggio alla strada di Jack London e Jack Kerouac e del rock americano, ma anche e soprattutto un segnale di appartenenza nei confronti di chi, su quella strada, anche da tutt'altre latitudini, ha desiderato e sperato per anni, lasciando bruciare sull'asfalto il proprio romanticismo, ogni piccola gloria, ogni vicissitudine. La strada resta al suo posto, ma da oggi, a percorrerla con noi, c'è un compagno di viaggio in più."
Gianfranco Callieri, BUSCADERO (Febbraio 2012)

"There Ain't Nothin' Wrong With Goin' Nowhere: filosofia e stile di quest'opera prima del cantautore e chitarrista toscano Cesare Carugi (ma c'era già stato l'ep Open 24 Hours, recensito su queste pagine) sono tutte nel titolo di uno dei brani più riusciti. Un vagabondaggio senza meta nella grande musica Americana, coraggiosamente cantato in inglese, lungo una “road to nowhere” come quella ritratta in copertina."
Pietro Cozzi - Mescalina.it
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"Le sue canzoni sono le stesse che avremmo amato trent'anni fa, magari facendole passare per importanti, per cui che importa se oggi lo saranno solo per quei quattro gatti che avranno tempo per ascoltarle. Ci sono, e sono davvero sulla strada. Questo è il bello"
Nicola Gervasini - Nickname
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“Here's to the Road risplende di alcune piccole perle di rock stradaiolo, fra tempi medi e ballate elettriche che mettono insieme il sound del country rock, la generosità di Tom Petty, la scrittura blue collar e infine un carattere già formato da anni di passione.”
Fabio Cerbone - Roots Highway
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“Non ho esagerato promuovendo Here's To The Road come il migliore italiano (in studio) dell'anno: il disco è una di quelle opere prime che si impongono”
Blue Bottazzi - Blue Bottazzi Beat
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“Cesare Carugi ci sa fare con la scrittura delle canzoni, ha personalità e mette insieme una serie di titoli evocativi che non sentono il bisogno di scimmiottare chicchessia. Canzoni che abitano la terra che sta tra il folk, il rock, il blues ed il country, cantate senza troppa enfasi e circostanza, più che altro interessate a raccontare piccole storie di viaggi, di amori, di letture, di vita, come fosse un diario personale reso pubblico durante una serata particolare”
Mauro Zambellini - Zambo's Place
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""Here's to the road" è il disco di un onesto artigiano del country che regala diversi momenti piacevoli".
Valerio Bassan - Rockit
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"Un disco dove i temi del viaggio e del tempo guidano le cinematografiche liriche, vero punto di forza di un lavoro con pochi difetti, sospese tra velato romanticismo e fughe di libertà.....Si capisce di aver di fronte uno storyteller di alto livello, dalla pronuncia inglese perfetta ma soprattutto, nel suo genere,uno dei migliori dischi italiani usciti nel 2011"
Enzo Curelli - enzo.curelli
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"It works because he sings his songs in English with a rootsy, country voice and his band sound like they earned their musical spurs traversing the Texas chitlin’ circuit. I imagine American musicians aren’t easy to find in Italy, though Chicago singer-songwriter Michael McDermott is almost resident, and turns up on “Here’s To The Road” to duet with Carugi on one song.
I imagine it’s a stamp of approval that is most welcome for an artist making music so far from the source of his inspiration. It’s well deserved. Songs like the opening track “Too Late to Leave Montgomery” indicate an artist fully in tune with the concepts that underpin much American music: the roads that stretch forever and the local radio stations that provide the soundtrack."
Rob F. - Leicester Bangs
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"Il disco fila via garbato, veloce e senza intoppi. Piacevole all’ascolto. Un disco cantato con voce country e pronuncia perfetta, una “band” che suona come di ritorno da una tournee nel Texas."
Pietro Rotelli - Rockall
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http://www.dirkhamilton.com/
 

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